"Racconta il tuo paese": è il titolo del concorso riservato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di 1° grado bandito dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Spettacolo del Comune di Brancaleone. Il concorso è riservato agli alunni che frequentano l'Istituto Comprensivo della cittadina jonica reggina. Gli elaborati dovranno essere consegnati entro il 31 ottobre 2009 presso la Biblioteca Comunale "Cesare Pavese". A tutti gli alunni e/o gruppi di alunni partecipanti saranno consegnati attestati di merito, in occasione della cerimonia di premiazione del Festival Nazionale di Poesia "Alba Jonica" che avrà luogo a Brancaleone nel mese di dicembre. Il concorso si propone di far rivivere ai giovani di oggi i luoghi della memoria del vecchio borgo medievale di Brancaleone Superiore, un luogo che già a Pavese, uno dei piu' grandi scrittori del nostro novecento letterario, qui confinato politico dall'agosto 1935 al marzo 1936, appariva una terra inquieta."In passato, dalla fine dell'Ottocento, - come scrive il prof. Vito Teti nel suo libro " Il senso dei luoghi - memoria e storia dei paesi abbandonati"- è stato un punto di arrivo per persone che venivano dai paesi della fascia collinare jonica e delle zone interne". Il vecchio borgo è stato abbandonato dai suoi abitanti agli inizi degli anni cinquanta, in seguito ad una terribile alluvione che ha devastato gran parte del territorio. Oggi, grazie ad alcuni finanziamenti statali, le istituzioni stanno cercando di recuperare parte del patrimonio architettonico ricostruendo alcuni siti che sono stati il simbolo di quel luogo(Chiesa Matrice, strade, viottoli, piazza, Chiese-grotte costruite a suo tempo dai monaci basiliani, ecc.). I responsabili del concorso, al fine di agevolare gli allievi al loro componimento, hanno suggerito alcune considerazioni che sicuramente saranno ritenute utili:"Solo chi ha vissuto nell'antico borgo - scrivono a proposito gli organizzatori - ha memoria di come si viveva in un paese senza acqua corrente né luce elettrica. Le giornate passavano scandite dal ritmico alternarsi del giorno e della notte e delle stagioni. Alla sera ci si riuniva nelle piccole stanze a tirare le somme di una giornata passata nei campi o con gli animali al pascolo. Gli anziani narravano storie antiche e tramandavano l'antica saggezza popolare che consentiva alla povera gente di sopravvivere in un mondo in cui le moderne comodità erano lontane miglia e miglia nello spazio ed anche nel tempo. La piazza del paese era quel punto d'incontro dove le storie quotidiane si intrecciavano nei racconti degli uomini che, fumando una sigaretta, potevano godere del meraviglioso quadro del sole che si tuffava tra le cime dell'Aspromonte. Il cielo della sera ormai tinto di rosso si fondeva col blu del mare e gli sguardi potevano perdersi fino a raggiungere la linea che univa l'acqua all'aria o spingersi oltre con le ali della fantasia. Pensieri di viaggi in terre lontane, dove emigrare poteva rappresentare una speranza concreta protesa al futuro: sfuggire a una vita che nel quotidiano offriva spesso solo fatica, sacrificio e pochi frammenti di gioia". Le linee- guida degli organizzatori così si concludono:" Poter ascoltare degli anziani frammenti di vita dell'antico borgo è una fortuna che ancora solo per qualche anno ci sarà permesso di godere. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità che ci consentirà di far rivivere le memorie della vita dell'antico Borgo di Brancaleone Superiore, ritrovando imperdibili frammenti della cultura della nostra gente che, altrimenti, si perderanno per sempre. Fatti raccontare queste storie dagli anziani che conosci, saranno ben lieti di narrartele".